lunedì 7 agosto 2006

Varese demonstration - 6 Aug



Photos of last demonstration taken place at the railway station in Varese, near the Malpensa airport of Milano.
The demonstration took place last sunday and i was surprised to know there's a big community of lebanese in Varese as well :)
Once again, Peace and Lebanon flags together...

domenica 6 agosto 2006

Restez au Liban


Pour les premières amandes vertes que l'on croque, trempées de sel, et qui sonnent le glas de l'hiver,
Pour l'arbuste du balcon que l'on croyait mort et qui refleurit inexplicablement en décembre,
Pour le grincement familier de la balançoire sur laquelle on s'assoupit, enivrés de soleil, dans le chant des cigales,
Pour les klaxons « sauvages » d'un mariage d'été qui nous précipite pourtant tous au balcon pour voir si la mariée est belle,
Pour ces tribus de parents qui attendent à l'aéroport le retour au pays de l'enfant prodigue, et qui arrivent toujours beaucoup trop tôt,
Pour cette vieille mémé qu'on a refusé de mettre à l'asile malgré l'appartement de Beyrouth trop étroit, et que son fils continue d'embrasser chaque soir,
Pour cette femme voilée qui fait, au mois de mai, le pèlerinage de Harissa,
Pour le jeune policier du carrefour qui fait semblant de rêver quand on traverse un feu orange,
Pour le « Ya hala » claironnant du steward qui nous accueille sur l'avion de Beyrouth,
Pour cet automobiliste souriant en trois pièces cravate qui, un soir de Nouvel An très pluvieux, vous change votre pneu, sans vous rien demander
Pour ce soleil lumineux de janvier qui nous fait douter que la tempête terrifiante de tout à l'heure ait vraiment eu lieu,
Pour la voix si triste de Feyrouz qui réveille en nous une âme enfouie de villageoise d'opérette,
Pour l'odeur de la « mankouché » du matin qui est bien plus qu'une galette au thym, comme la traduit bêtement le dictionnaire,
Pour ces cerises de juin si noires qu'elles colorent de violet les langues des enfants,
Pour la maison d'en haut qu'on fait plus belle que l'autre, parce que c'est là qu'au soir de notre mort, on accueillera les gens du village,
Pour les soirs de juin sur la terrasse, pour la vigne de septembre qui finit par nous offrir une grappe, pour les gardénias de mai,
Pour l'odeur mouillée de la terre après la première pluie,
Pour ne pas avoir froid, pour ne pas avoir peur, pour ne pas vivre seul, pour...
Pour tout cela ..... Restez au Liban!
Allons au Liban!

venerdì 4 agosto 2006



In Beirut,
there’s something, like that, just like that…
Stuck in the air, printed on the walls of small roads,
Dripping little by little from the trees right after the rain…

There’s something that makes my foreign friend drive recklessly and ignore the traffic lights. Something that makes him tell me about some of our places. Places that I haven’t had the chance to see and colors I couldn’t understand. He starts understanding the difference between mjadarra and mdardara, he starts talking politics, he loves Fairuz even when he doesn’t understand a word she says. He starts building a house in the mountain, where he would spend the rest of the summer. And sometimes, so many times, he would get carried away and say: “Us Lebanese will never learn…”

In Beirut,
there’s something that makes him love her more than i do…
There’s always a shortcut road that takes you to the sea. There are always cameras taking pictures, fearing that the eye would forget, fearing that the heart would drift…
There’s a road built just to carry your dream, while you walk, not knowing where.
There’s something in people’s eyes, like a question, like the old buildings, like an escaping look, like the ruin.

In Beirut,
there’s a secret that you don’t know until you’re at the airport with your bag… until you’re estranged stranded in young cities, one after the other, forever longing to your crude city, the city where “the difference between the darkness and the light is one word”… And you miss the familiar chaos where the cars park on sidewalks and people strut in the middle of the streets… And forever, for as much as you hide away, you’re haunted with the fever of Beirut, and you know the illness is part of you and you know that she will never leave you.

In Beirut,
There’s something bigger than me, and bigger than you. There’s an April that never ends. And a place, a place that, whenever you lose yourself, whenever you fall, whenever you hurt, you come back whispering the letters of its name once anew, in Beirut.

In Beirut, there’s something, like that, just like that…
Stuck in the air, printed on the walls of small roads,
Dripping from the trees after the rain…

lunedì 31 luglio 2006

Appello per Susanna 2 - Grazie Sbloggy

Riporto il post di Sbloggy riportato nel suo blog , non potrei trovare parole migliori per raccontare cosa significa VIVERE questa guerra, oggi, per me. Grazie

N., S., G., N., H., M.
Lettere, iniziali, storie, vite vissute sotto le bombe, dentro il frastuono di uno scoppio improvviso, nel silenzio di una notte di attesa.
Hanno dai 29 ai 38 anni, sono fratelli e sorelle, sono una famiglia, una delle tante famiglie libanesi.

M. ha 30 anni, ora si trova a Dubai e non riesco a immaginare i suoi pensieri, i suoi silenzi, i suoi sorrisi che un anno fa stringevano la mia mano.
N. è suo fratello, è rimasto a Beirut con S., sua sorella, che ogni giorno porta da mangiare agli sfollati nei parchi di Beirut.
Raccolgo queste notizie da chi è in contatto con loro, da chi ha ascoltato le loro storie prima degli scoppi, e ora si ritrova a incoraggiare il loro futuro distrutto.

Li ricordo bene gli occhi di M.
Intensi e profondi.
Li ho incontrati in una calda sera d’estate. Erano sorridenti, capaci di abbracciare ogni pensiero.
Erano delicati.
Le ho offerto una mano distratta e in una lingua confusa…e oggi le offrirei il silenzio di questa mia calda serata di luglio se solo potessi.

Oggi M. è sotto le bombe che raccontano i giornali.
Dentro gli scoppi che noi non udiamo, fra il sangue che noi non leggiamo.


La sua terra ribolle sotto gli aerei israeliani: strade e convogli di civili, porti e convogli di armi, uomini, donne, bambini.
Israeliani, palestinesi, hezbollah, e gli occhi di M.

Ci si accalca dentro una ragione propria per poi difendersi dai torti altrui…ma vittime innocenti continuano a morire.

Il Libano in questi giorni sta vivendo una delle pagine peggiori della sua storia”…una di quelle pagine che il futuro racconterà con il “C’era una volta”.

La Terra di Didone, il paese dei cedri, si sgretola fra le mani del suo popolo che oggi, ora, ha bisogno di aiuti economici, di volontari, di medicinali, di beni di prima necessità.

Trascrivo in questo blog, nel mio blog, la richiesta di Sawsan, sorella di M.
La sua è la voce di una ragazza come noi…una ragazza che ieri raccontava la sua terra con una cinepresa e oggi si ritrova fra le mani una guerra che ha bisogno anche di noi.

domenica 30 luglio 2006

Li Beirut: Appello di Susanna

Cari tutti,
scrivo a voi, agli amici ai quali posso rivolgermi per una tale richiesta.
Chi mi conosce sa che non sono tipo da chiedere denaro in giro, raccolte fondi per quanto "giuste" potrebbero esserne le cause.
Ma questo consideratelo un favore personale.
Il Libano in questi giorni sta vivendo una delle pagine peggiori della sua storia.
Al di là delle motivazioni delle parti coinvolte, voglio riportarvi ciò su cui mi faceva riflettere Mrs.Levantine, una ragazza di 24 anni che nel suo blog ha raccontato la paura dei bombardamenti, e quanto essa è più grande proprio durante il silenzio perchè non sai dove arriverà la prossima bomba, piuttosto che durante il fragore procurato dagli aerei che volano a bassa quota sulla sua testa o dai tuoni che squarciano il cielo di beirut, e, loro che sono abituati ai bombardamenti israeliani, da quei rumori sanno riconoscere se è caduta a sud o a nord...
"Il Libano conta 3.858.730 abitanti.
Dal 12 luglio, inizio dei bombardamenti, sono morti 433 libanesi (senza dimenticare le decine di israeliani e altri innocenti di altri Paesi).
Rapportando ai 270milioni di abitanti degli USA, è come se fossero deceduti 30.300 persone, ossia più di 10 volte il numero di morti l'11/9..."
E almeno la metà di quei quattrocento sono bambini.
Mi rendo conto di sentirmi tanto coinvolto perchè dal Libano vengono persone a me molto care, che hanno scelto di restare e non abbandonare la Terra di Didone, il paese dei cedri.
Se pure la guerra cessasse adesso e arrivassero immediatamente gli aiuti economici, i volontari, i medicinali, i beni di prima necessità...ci vorrebbero almeno 10 anni per restituire al popolo libanese le infrastrutture di base: strade principali, superstrade, strade cittadine principali, ponti, ...

Del resto le persone stesse da cui mi arriva questa richiesta di aiuto (la lascio in basso) sono così orgogliose che difficilmente chiederebbero un aiuto economico se non fossero nel bisogno.
E il momento del bisogno è proprio arrivato.

Io ho scelto di rispondere e dire SI'.
Se vorrete contribuire (ovviamente la cifra è assolutamente personale...per intenderci anche 1 EUR) io sono qui per raccogliere i fondi e fare un unico versamento (ma potete procedere anche singolarmente se volete) altrimenti come non detto e punto a capo, non vi infesterò con ulteriori appelli e sensibilizzazioni. Promesso! ;-)

Per il momento grazie dell'attenzione, scusate la lunghezza della mail (e il disturbo)
;-)
ciao
Giuseppe-

PS. Vi "regalo" il testo di una bellissima canzone di Fairouz, la Mina libanese :))
Li Beirut -- A Beirut
Pace a Beirut con tutto il mio cuore
E baci, al mare e alle nuvole,
alla roccia di una città che somiglia al volto di un vecchio marinaio.
Dall'anima del suo popoli Lei produce vino,
dal loro , produce pane e gelsomino.
Ma allora...com'è possibile che sa di fumo e fuoco?

Ps.-2: Questo invece è il messaggio di un ragazzo di Tripoli .. per tenere alto l'umore :))
Keeping the spirit high -

In 1982, Italy won the world cup and Israel
invaded Lebanon
In 2006, Italy won the world cup and Israel
invaded Lebanon
Message to all Lebanese people:
Next time Italy wins the world cup, we all
go immediately down to the shelters!!

:))))
---------- Forwarded message ----------
From: Sawsan Mehdi
Date: Jul 27, 2006 1:03 PM
Subject: Contributions requested
To: sawsanmehdi@gmail.com


Dear All,
it seems that the situation is going longer and longer than expected!! Therefore we are asking for your contributions to help people displaced. By we, we mean a group of people not belonging to any NGOs, governments, etc.
You can donate your contributions to this bank account:
HSBC Bank Middle East
Ras Beirut Branch
Rbeiz bldg, Abdul Aziz Str.
Swift Code: BBME LBBX- Web Site: www.hsbc.com
Account number 003 169372 095
(Sawsan Mehdi's account)
It is very important that you specify name and amount of money sent. Thank you very much in advance
--
Sawsan Mehdi
Consultant
Mob. +961 3 745126
sawsan_mehdi@yahoo.com
sawsanmehdi@gmail.com

lunedì 24 luglio 2006

Milano Demonstration - 25 Jul



Piazza San Babila, 9 PM

TACCIANO LE ARMI IN MEDIO ORIENTE

Note: ONLY Lebanese or Peace flags, please.

mercoledì 12 luglio 2006

Siamo nati nello stesso giorno, Ciao Don Pablito...

"Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle 'i' piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità"
(Pablo Neruda)