martedì 22 luglio 2008

Cambia il vento a Belgrado: Preso!


L'incriminazione
Secondo l'articolo 7 dello Statuto del Tribunale internazionale dell'Aja, per responsabilità individuale criminale di Karadžić comprende:
- due capi di accusa per genocidio (articolo 4 dello Statuto - genocidio, complicità in genocidio);
- cinque capi di accusa per crimini contro l'umanità (articolo 5 dello Statuto - sterminio, omicidio, persecuzioni di carattere politico, etnico e religioso, comportamenti inumani come il trasferimento forzato della popolazione);
- tre capi di accusa per violazione delle norme e delle convenzioni di guerra (articolo 3 dello Statuto - omicidio, creazione di un clima illegale di terrore tra i civili, presa di ostaggi);
- un capo di accusa per violazione delle convenzioni di Ginevra (articolo 2 dello Statuto - omicidio intenzionale)

Il premio
Il governo degli USA aveva offerto un premio di 5 milioni di dollari per la sua cattura assieme al generale serbo bosniaco Mladic.
Il dubbio
Lo si poteva catturare anche prima visto che era noto dove si "nascondesse" ?
Please refer to:

sabato 5 luglio 2008

Il cielo di Beirut (Beirut sky)


...
Fi Rihlati l mouthira
Fi ‘ awdati l kabira
Bayroutou zawraki
Bayroutou marfai

[Zecchino d'oro, ed.2003]

Canta: Marie Abou Khaled (Libano)

giovedì 3 luglio 2008

Disgustorama: Buns and gun in Beirut


Ma si può??
"Buns and Guns", Panini & Pistole, il nuovo ristorante aperto nella zona sud di Beirut, in un quartiere dominato da Hezbollah: si mangia "protetti" da sacchi di sabbia, come in trincea, al suono delle esplosioni; nel menù, a forma di proiettile, si può scegliere il "Pasto del terrorista", il sandwich "Kalashnikov", la "Granata-missile" (che altro non è che un pollo alla griglia); i cuochi cucinano in divisa militare e il sarcastico slogan dice: "Un panino ti può uccidere".


I bet 1000$ on how many gentle leb girls will frequent this place...

martedì 1 luglio 2008

Euro 2008: Unfortunately...

paella vs. maccheroni 4-2

lunedì 26 maggio 2008

Emily Dickinson: Let's play those - never come!


J188 (1860) / F239 (1861)


Make me a picture of the sun -

So I can hang it in my room.

And make believe I'm getting warm

When others call it "Day"!
Draw me a Robin - on a stem -

So I am hearing him, I'll dream,And when the Orchards stop their tune -

Put my pretense - away -
Say if it's really - warm at noon -

Whether it's Buttercups - that "skim" -

Or Butterflies - that "bloom"?

Then - skip - the frost - upon the lea -

And skip the Russet - on the tree -

Let's play those - never come!

Fammi un quadro del sole -

Così potrò appenderlo nella mia stanza.

E far finta di scaldarmi Quando gli altri lo chiamano "Giorno"!
Disegnami un Pettirosso - su un ramo -

Così ascoltandolo, sognerò,

E quando i Frutteti cesseranno il canto

Metterò la mia finzione - via -
Dimmi se è davvero - caldo a mezzogiorno -

Se Ranuncoli - che "svolazzano" -

O Farfalle - che "fioriscono"?

Poi - salta - il gelo - sul prato -

E salta il Rossiccio - sull'albero -

Facciamo finta che - non arrivino mai!

domenica 25 maggio 2008

The Speech - Italy will stay


Premise: from our lebanese friends in Trablus
Today, Liban, all of Liban is celebrating the new president. The amount of joy, happiness and hope in the country is unbelievable, and let me add, illogical. But it seems the Lebanese are simply "fed up" of the whole political struggle, and they are willing to "turn a blind eye" and just hold on to any hope.But today is not a day to analyze what is going to happen, or how things are to progress. The country has been without a president for over 6 months now, and just couple of weeks ago, the whole country was about to vanish. So we SHOULD celebrate the back to normalcy, at least for the time being. As Imrou El-Kays put it AGES ago: "Elyawm khamr, w ghadan amr" "Today we drink, tomorrow we act"......

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«Il Paese inizia a risvegliarsi dalla distruzione, chiedo a tutti voi, forze politiche e cittadini, di iniziare una nuova fase, un progetto nazionale con mentalità civilizzatrice» ha detto. Accolto da un'ovazione e affiancato dal presidente del Parlamento Nabih Berri e dall’emiro del Qatar, arbitro dell’intesa di Doha che ha permesso di sbloccare la crisi, Suleiman ha sottolineato la necessità di «dare potere alle istituzioni» e di «dimenticare gli interessi di parte» in nome dell’unità nazionale. Rivolgendosi a Hezbollah ha osservato come «l'emergere della resistenza» fosse «necessario perché lo Stato andava disintegrandosi»: non solo, ma «le Sheba Farms sono ancora sotto occupazione israeliana, l’occupazione continua e possiamo ancora beneficiare dalla resistenza»; ma, ha avvertito l'ex generale, «non si può sprecare la forza della resistenza nelle lotte interne». Insomma, un riconoscimento dello status di Hezbollah come forza militare in chiave anti-israeliana, ma non come strumento di lotta politica interna; Suleiman ha infine lanciato un avvertimento a Siria e Iran: «Non possiamo permettere che qualcuno utilizzi la santa causa palestinese per i propri fini». Infine il neopresidente ha chiesto di stabilire relazioni diplomatiche con la Siria, sulla base del «rispetto reciproco della sovranità e dei confini di ciascun Paese».


ITALY WILL KEEP ON PLAYING ITS ROLE - Il ministro Franco Frattini ha espresso l'auspicio di una stabilizzazione della situazione e ha assicurato l'appoggio italiano al consolidamento della democrazia libanese. «L'elezione di Suleiman è la giusta via verso il consolidamento della situazione» ha detto il responsabile della Farnesina, aggiungendo che «l'Italia continuerà a svolgere il suo ruolo» anche attraverso il contingente schierato nell'ambito della missione Unifil. «Con i ministri di Hezbollah che saranno nel governo legittimo si può parlare - ha sottolineato Frattini -. Non con le milizie, almeno per quanto riguarda la diplomazia. Poi ovviamente gli arrangiamenti militari sul terreno sono diversi». Oltre a Frattini e Solana, c'erano i ministri degli Esteri di Spagna, Vaticano, Arabia Saudita, Barhein, Egitto, Emirati arabi uniti, Giordania, Iraq, Iran, Marocco, Oman, Siria, Tunisia; il primo ministro della Turchia Tayyp Erdogan, l'emiro del Qatar Sheikh Hamad bin Khalifa al-Thani, il segretario della Lega araba Amr Mussa, una delegazione del Congresso americano e una rappresentanza svizzera.

THE ELECTION - Al termine dello spoglio lo speaker del parlamento, lo sciita Nabih Berri, ha proclamato la vittoria di Suleiman. Il generale è stato eletto con 118 voti a favore, sei astenuti e tre a favore di altre personalità politiche, fra cui Rafik Hariri, l'ex premier assassinato in un attentato. Prima del voto quattro deputati hanno preso la parola per esprimere il loro sostegno a Suleiman, pur contestando la procedura per la sua elezione. Un emendamento dell'articolo 49 della Costituzione proibisce infatti di eleggere presidente un funzionario pubblico prima che siano passati due anni dalla fine delle sue funzioni. Tuttavia lo speaker del Parlamento ha deciso lo stesso di procedere al voto, senza emendare la Costituzione, per risparmiare al Paese un'altra lunga attesa. L'elezione, che mette fine a 18 mesi di stallo e crisi politica che hanno portato il Paese sull'orlo di una nuova guerra civile, è stata trasmessa in diretta dalla tv privata Lbc.